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Taormina

Meta turistica internazionale e simbolo del fascino siciliano senza tempo, Taormina è avvolta dallo stesso mistero delle grandi dive del cinema di una volta. Prorompente e meravigliosa agli occhi del grande pubblico, nasconde un volto segreto, autentico e vagamente malinconico, riservato solo ai visitatori più attenti.

Taormina è una città collinare sulla costa orientale della Sicilia, in provincia di Messina. E’ nota per il Teatro Antico, Isola Bella e per il suo splendido panorama che abbraccia l’Etna, lo Ionio spingendosi oltre con lo sguardo, fino alla costa calabra. Una perla incastonata tra mare e montagna, storia e contemporaneità. 

Sulla sua origine, le notizie sono molte ma incerte. Secondo Diodoro Siculo, i Siculi abitavano la rocca di Taormina già prima dello sbarco dei greci di Calcide Eubea nella baia di Taormina (753 a.C.). L’antica Tauromenion, vide l’avvicendarsi di greci, romani, arabi, passando poi al periodo normanno-svevo prima e angioino-aragonese in seguito fino alla dominazione borbonica, l’ultima prima dell’Unità d’Italia.

Il castello è uno dei monumenti più importanti di Taormina per la sua ubicazione. Trovandosi in un punto strategico, dal Castello di Taormina si gode di un panorama meraviglioso a 360 gradi: Taormina centro, Etna, Castelmola, le campagne di Mola, la vallata di Letojanni, Forza d’Agrò, lo stretto di Messina e la Calabria.

Secondo molti storici, questo maniero era l’acropoli di Taormina al tempo dei greci. Il geografo arabo Idrisi, stabilitosi in Sicilia, a Palermo, alla corte di Ruggero II, lo descrive come uno dei castelli più importanti della Sicilia perché in interrelazione con altri castelli come SantAlessio, Calatabiano, Francavilla e Castelmola”.

E’ sicuramente un Castello di età medievale anche se potrebbe risalire al periodo saraceno (i taorminesi lo chiamano castello saraceno). Fu ricostruito nel 1200 non più come castello ma come fortezza. Oggi, si vede un recinto trapezoidale che ingloba una grande corte al centro dove probabilmente stazionavano i soldati alloggiati in tende. Per giungervi bisognava venire a piedi o a dorso di mulo mentre, per gli approvvigionamenti, si contava sui buoni rapporti di vicinato con Castelmola. Da Taormina si arrivava attraverso una mulattiera ancora esistente adesso nota come Salita della Madonna della Rocca. L’interno del castello-fortezza è costituito da un mastio, una grande cisterna, dei sotterranei, e un grande vano in cui probabilmente venivano custoditi vettovaglie e armamenti.

Nella zona di Taormina, è ancora visibile una garitta dove si trovava una campanella d’allarme azionata in caso di pericolo. E’ probabile che, attraverso alcuni segnali luminosi, l’allerta arrivasse anche ai castelli vicini. Per il resto, non si hanno molte notizie fatta eccezione per il fatto che, durante la Seconda Guerra Mondiale, al castello venne posizionata una batteria antiaerea a difesa di Taormina.

Taormina è una città unica, è un’isola nell’isola che si distingue dalle realtà limitrofe. In pochi sanno che un tempo, Taormina, era famosa per la bravura dei suoi intagliatori di marmo i quali, trasformavano la pietra in meravigliose opere d’arte. Il marmo intagliato, veniva ricoperto con tessere multicolore, proprio come un mosaico. Per vederne alcuni esempi, basta visitare la cappella all’interno del Duomo di Taormina, costruita nel 1747. La navata centrale è sostenuta da sei colonne, tre per lato, su cui poggiano quattro arcate per lato. Di queste sei colonne di marmo rosa di Taormina, quattro sono monolitiche, cioè ricavate da un solo blocco di marmo e sembrano (leggenda o realtà non è dato sapere), provenire tutte dal teatro Greco. Sull’altare della cappella a destra dell’altare maggiore, detta cappella delle Grazie, c’è una statua in alabastro della Madonna col Bambino Gesù in braccio, che risale al 1400 ed è attribuita allo scultore palermitano Antonio Gagini.

Non mancano pittori, scultori e ceramisti. In quest’ultimo caso, nonostante l’80% della ceramica acquistata e venduta nei negozi provenga da Caltagirone e Santo Stefano di Camastra, esiste e resiste una realtà di nicchia che la produce all’interno di laboratori taorminesi. Una tradizione portata avanti da maestri artigiani e dai loro allievi apprezzata anche dai turisti sempre più interessati e attratti dalla produzione e dalla lavorazione della ceramica. Entrare in queste botteghe, vuol dire trovare una tradizione che per vivere deve rinnovarsi ogni giorno. 

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